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Vino Biologico

Vino biologico: come e perché acquistare vini biologici

Il vino biologico è una realtà in crescita nel panorama vitivinicolo italiano, ma molti si chiedono cosa voglia dire davvero produrre dei vini biologici, per quale motivo dovrebbero scegliere un vino bio e se nell’acquistare un vino biologico corrano il pericolo di incappare in un prodotto di qualità inferiore. In questo articolo troverete alcune risposte a queste domande sul vino biologico.

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Gli alimenti che vengono prodotti industrialmente e commercializzati in tutto il mondo, e il vino non fa eccezione, presentano delle qualità di sapore e aroma decisamente standardizzate, affinché possano piacere al maggior numero di persone possibile. Solitamente sono dei cibi dall’aspetto appetitoso, ma privi di un gusto ben delineato e mancanti delle caratteristiche nutrizionali necessarie a una corretta alimentazione, o addirittura addizionati di sostanze sospette, a volte persino nocive. Non stupisce, quindi, che aumenti ogni giorno di più il numero di coloro i quali preferiscono utilizzare parte del loro tempo e del loro denaro per cercare di procurarsi cibi sani e riscoprire i sapori unici della tradizione gastronomica italiana.

Perché produrre vino biologico?
La tendenza a dare maggiore importanza alla genuinità degli ingredienti e alla sicurezza delle tecniche di produzione è forte anche nel mondo della vitivinicoltura. Il vino biologico è ormai una presenza significativa nel contesto vitivinicolo italiano, anche se a livello legislativo, nazionale ed europeo c’è ancora un cosiddetto buco legislativo per quanto riguarda il riconoscimento ufficiale dell’esistenza dei vini biologici e la creazione di un protocollo di produzione comune a tutti i viticoltori che operano in questo settore. Per chi fosse interessato ad approfondire la normativa esistente sui vini biologici consigliamo di consultare il sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, selezionando la voce Prodotti di qualità dal menu a sinistra e poi scegliendo la sezione Prodotti Biologici.

Perché preferire il vino biologico?
Oggigiorno si parla molto di vino senza solfiti e nella più  parte dei casi si tratta di vini biologici. Ma in cosa consiste praticamente la differenza fra il vino biologico e quello tradizionale? Le differenze cominciano già dal momento della coltivazione della vite, i sistemi utilizzati per le uve da agricoltura biologica riducono drasticamente l’impiego di fitofarmaci e non richiedono massicce quantità di fertilizzanti. Una delle pratiche più diffuse fra i produttori di vini bio, per evitare l’uso di sostanze chimiche nocive, è quella di coltivare solo varietà autoctone del territorio di produzione, selezionate naturalmente da secoli di adattamento alla natura del terreno e alle condizioni atmosferiche. A chi volesse approfondire le tecniche agricole con cui si coltivano le uve con le quali si produce il vino biologico consigliamo il sito dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica sul quale potrete trovare informazioni approfondite sul mondo del biologico e sulle manifestazioni ad esso dedicate.
Ma c’è un altro elemento essenziale che contraddistingue i vini biologici: le tecniche di vinificazione. I vini bio, come spiega molto chiaramente il Blog del Vino Biologico, dedicato ai vini bio, ai loro produttori e anche ai loro estimatori, si discosta nettamente dal tipo di vinificazione tipica. La produzione enologica convenzionale, infatti, prevede l’uso di metabisolfito, antiossidanti, carboni attivi, stabilizzanti, e altri additivi chimici per standardizzare il prodotto e mettere sul mercato un vino che di anno in anno conservi sempre uniformità di sapore, aroma, odore e possa restare nei magazzini, anche per molti anni, senza subire modifiche sostanziali. Chi produce vino biologico, invece, tenta di sostituire tecniche e metodi di natura fisica a quelli di natura chimica, da questi tentativi è nato anche un promettente filone di studi scientifici alla ricerca continua di nuove pratiche di vinificazione, che limitino quanto più possibile l’utilizzo di sostanze chimiche.
Il vino biologico ha assunto un tale rilievo che l’Enoteca Italiana, storico ente di diritto pubblico che associa 600 aziende vitivinicole in tutta la Penisola, ha avviato, insieme al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, il progetto Bio360°, per diffondere e favorire la cultura dell’olio e dei vini biologici.

Scegliere il vino biologico vuol dire rinunciare alla qualità?

Quando si è cominciato a parlare di vino biologico, alcuni esperti e operatori del settore hanno bollato questo tipo di vini come esperimenti di qualità scadente, nati sull’onda della moda biologica imperante. Con il passare degli anni, molti si sono dovuti ricredere, grazie soprattutto agli sforzi di alcuni noti vitivinicoltori, che sono riusciti a produrre vini bio capaci di competere con l’eccellenza vinicola italiana. Ciò è stato possibile, non solo perché è migliorata la qualità delle uve coltivate, ma anche perché la sperimentazione sui metodi di vinificazione alternativi ha fatto passi da gigante, permettendo ai produttori che hanno scelto il biologico di creare, in maniera sistematica, anche vini di pregio, apprezzati in tutto il mondo. Se  volete conoscere a riguardo il parere di esperti in materia di vino e prodotti tipici, sul sito di Slowfood e su Slowine, sito dello stesso movimento dedicato interamente al vino, troverete molto materiale su questo argomento. Se, invece,  intendete acquistare vini biologici, cercare le cantine biologiche più vicine a voi, o partecipare a degustazioni di vini bio, andate su Vino-biologico.it, sito ricco d’informazioni sul mondo del vino biologico e su tutto ciò che gli ruota intorno.
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