itinerari enogastronomici campania
Mangiare e bere in Campania: un lusso per tutti
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Alla scoperta degli Itinerari Enogastronomici in Campania: una terra che conserva gelosamente la sua tradizione in fatto di enogastronomia, con piatti tipici, oli, vini e frutta che sfiorano l'eccellenza nel proprio campo. Se siete in visita in questa regione non mancate di farvi passare uno o più dei tanti "sfizi" alimentari. Andiamo alla scoperta della Campania passando per i suoi itinerari enogastronomici: troveremo una terra dagli antichi sapori, schiacciata tra monti e mare, da cui ha saputo trarre il meglio per mettere in tavola tutto il sapore della Natura.
La Campania è une delle regioni italiane a più alta vocazione enogastronomica. Dalla pizza alla mozzarella, dalla pasta alla pastiera, passando per albicocche, mele, castagne e vini DOCG. Insomma, un sicuro ristoro di qualità per quanti decidessero di mettersi in viaggio per questa regione. Le caratteristiche geomorfologiche consentono la coltivazione e la varietà dei prodotti della terra tali da poter soddisfare tutti i gusti: tra gli appennini dell'avellinese e il mare che bagna praticamente la regione per tutta la sua lunghezza. Si può scegliere tra gli innumerevoli itinerari enogastronomici, le feste del vino e le svariate sagre. Ma c'è abbondante spazio anche per coloro che, in visita per motivi culturali, non volessero farsi sfuggire l'occasione di "assaporare" la regione in tutti i sensi. Cominciamo dal capoluogo.
Itinerari enogastronomici in Campania - Napoli e dintorni
Tra i primi itinerari enogastronomici in Campania da valutare ci sono quelli di Napoli: una delle città con più varietà alimentare del mondo. E, grazie a questa tendenza, innumerevoli sono i piatti tipici di queta città. Prima tra tutti la pizza napoletana. Inventata nel 1889 dal cuoco Raffaele Esposito per la regina Margherita di Savoia in visita a Napoli, è il simbolo culinario di Napoli. Diventato prodotto Dop da pochi anni, è fatta con pomodoro san marzano dell'agro Sarnese-Nocerino DOP, mozzarella di bufala e basilico: in origine l'acqua usata per l'impasto era del Serino, un altopiano con sorgenti limpidissime. Fatta poi in mille varianti, la più buona rimane quella originale, fatta dalla pizzeria "da Michele" nel quartiere Forcella. Un trionfo di gusti, sapore, colori e odore di legno. Il caffè è un'altra delle isitituzioni di Napoli e della Campania: probabilmente se entrate in un bar sgangherato riuscerete ad assaggiar eun espresso come non lo avete mai provato. Se volete andare sul sicuro, invece, portatevi al Caffè Gambrinus, salotto culturale oltre che bar, e gustatevi il vostro caffè con il sottofondo di una delle più belle piazze italiane. Non è vero piacere se al caffè napoletano non abbinate una sfogliatella: riccia o frolla, questa pastafrolla inventata in un monastero del '600 alla ricotta e canditi rappresenta un vero e proprio trionfo dei gusti. Se avete tempo, fatevi mostrare una delle caffettiere napoletane del '700: un vero pezzo da museo. Alle pendici del Vesuvio, appena fuori Napoli, refrigeratevi con dell'ottimo Lacryma Christi DOC: un vino pregiato, magro e delicato. Da Napoli si può approdare facilmente ad almeno due delle terre a forte vocazione gastronomica: Ischia e Sorrento. Ischia, oltre ad essere una delle isole più belle del mondo, ha una storia alimentare di tutto rispetto, tra pesci, verdure, frutti e conigli cucinati in vari modi. Dalla famosa "zingara", il famoso panino fatto da due fette di pane cafone, un tocco di maionese, qualche fettina di fiordilatte, se quello DOP di Agerola è meglio, lattuga, pomodori da insalata, e un prosciutto crudo dolce: il tutto imbrunito sulla piastra. Ma questo è solo l'antipasto: si può andare avanti con funghi, totani imbottiti, insalate di polipi, fritti di paranza, fave, zucche, carciofi, limoni, pomodorini e melanzane. Immancabile però deve essere il coniglio all'ischitana.
Itinerari enogastronomici in Campania - Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Penisola Sorrentina
Partendo da quest'ultima, dalle enormi distese di limoni e aranceti nascono i famosi agrumi, tra cui cedri, arance e limoni di Sorrento IGP. Con questi, oltre che consumati crudi o per condimento, si ottiene il fragrante Limoncello, il liquore tipico di Sorrento ottenuto dalle bucce degli agrumi e prodotto anche con mandarini e arance. Istituito nel 1991, il Parco del Cilento offre uno dei tre oli DOP della regione: il Cilento DOP. Derivato dalla tradizione millenaria di coltivazione degli olivi nella regione. Altro olio extravergine DOP è il Penisola Sorrentina, ottenuto dalle olive locali coltivar minucciola, una varietà originaria della Grecia. SL' ultimo dei grandi oli campani è il Colline salernitane DOP. Se vi trovate in quest'area, non mancate di assaggiare almeno una della altre pietanze a denominazione. Potete scegliere tra la mela annurca campana IGP, il carciofo di Peastum IGP, il fico bianco del cilento DOP, o lo squisito caciocavallo silano, un utentico sapore di latte primitivo.
Itinerari enogastronomici in Campania - Parco Regionale Monti Picentini ed entroterra avellinese
Nell'entroterra campano, a vasta zona appenninica, si trova il Parco Regionale dei Monti picentini, nell'avellinese. In questa zona poco frequentata dai turisti, ma ideale per gli agriturismi, potrete assaggiare la buonissima castgna di Montella IGP: ottenuta da piante di varietà Pallumina, ha un sapore fine e dolce, rinforzato da una consstenza croccante. Sono tra le più piccole e buone del mercato italiano. Sempre in questa zona, ma più vicino al mare, viene coltivata la nocciola di Giffoni IGP. Esistente sin dall'epoca romana, il noccioleto di Giffoni produce un frutto chiamato la "Tonda" , molto aromatica, dolce e usata prevalentemente come prodotto da tavola.
Itinerari enogastronomici in Campania - I grandi Vini Campani DOC e DOCG
Gli ultimi itinerari enogastronomici della Campania li dedichiamo ai vini campani. Ogni provincia campana ha anche il suo grande vino, o meglio, i suoi grandi vini. Scoperti per lo più nell'ultimo decennio dal grande pubblico, questi vini sono oramai un sigillo di notorietà per il parco vitivinicolo italiano nel mondo. Si può partire dall'Asprinio di Aversa DOC, arrampicato a fusti di pioppo, è forse il vino più secco del mondo. Giallo paglierino e molto fruttato, è apprezzato anche nella versione spumante. Coda di volpe e Falanghina sono due vini DOC del beneventano, armonici nel sapore, il primo fresco e morbido, il secondo equilibrato e semplice da bere. Ottime anche le varianti passito e spumante. L'eccellenza del vino campano si ha forse con i vini avellinesi: il Fiano DOCG e il Greco di Tufo DOCG sono vini di rilevanza mondiale e particolarmente adatti a pasti a base di pesce, o zuppa di pesce campana. Nota di merito al Taurasi, il primo vino meridionale DOCG, e il più prestigioso: di uve aglianico invecchiate 3 anni in botte, rosso granato intenso e profumo speziato, rappresenta il matrimonio perfetto tra terreno, vitigno e clima della zona. Tra gli altri prestigiosi vini nomencliamo Solopaca DOC (BN), Irpinia DOCG (AV), e Ischia DOC (NA) di cui esistono ben 7 qualità.
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