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Granarolo: la mission fa buono il latte
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Leggere la storia del gruppo Granarolo significa davvero capirne gli scopi e le finalità con cui si presentano i propri prodotti oggi sul mercato: una costante attenzione verso la genuinità legata al mantenimento della qualità nella filiera produttiva, nel tentativo di adottare e mantenere l’eccellenza dei risultati. Un marchio nazionale a vocazione locale; sviluppo sostenibile, rapporti di trasparenza e cooperazione con gli stakeholder del mercato: una filosofia che è risultata vincente. Che sia latte, mozzarella, burro o yogurt, oggi Granarolo è sinonimo di bontà secondo la percezione del consumatore finale. Vediamo come si è creata questa reputazione.
La Granarolo SpA così come la conosciamo oggi è una società complessa che gestisce al proprio interno diverse aziende operanti nel settore del latte e dei prodotti caseari, come Yomo e Pettinicchio, e un istituto di credito come Banca Intesa. Ciò può darci una misura di quanto Granarolo sia cresciuta in un cinquantennio, non solo in termini numerici ma anche nel senso del costante miglioramento e ridefinizione della propria mission. Negli anni ’60 l’origine di tutto fu il Consorzio Bolognese Produttori del Latte, che raccoglieva, trasformava e commercializzava latte. Negli anni il gruppo è andato continuamente assorbendo altre realtà territoriali e modificando di volta in volta il proprio orientamento riguardo all’attenzione su tutta la filiera produttiva. Granarolo, infatti, si è distinta per aver dato un “marchio” nazionale alla vendita di latte e derivati legata al territorio, permettendo agli italiani di bere un latte dal nome univoco, ma proveniente essenzialmente dalla propria regione. Il mondo Granarolo si proietta sul mercato distinguendosi con 3 principi di fondo: un codice etico verso gli stakeholders, la filosofia della strategia d’impresa e l’attività mediante sviluppo sostenibile. Il codice etico consiste in una serie di valori morali, visione etica e norme di relazione dichiarate e ben identificabili mediante le quali le decisioni del gruppo, in merito ai rapporti con gli attori coinvolti nella sua operatività, vengano prese sempre in quella direzione. Granarolo si impegna così ad essere trasparente, eccellente coerente e corretta. La filosofia adottata nella strategia d’impresa prevede il controllo della filiera produttiva nella sua interezza, portando ogni settore al più alto valore possibile di qualità. Ciò si traduce nella scelta, selezione e controllo degli allevatori e produttori, monitorandone il lavoro mediante applicazione di standard di qualità; nei rapporti fiduciari con i canali della distribuzione, assicurando la freschezza del prodotto ben oltre l’uscita dalla fabbrica. Intorno a questi cardini, il puntamento verso standard qualitativi sempre più elevati, l’”Alta Qualità”, per dirla in termini dell’azienda, rappresenta il collante che tiene insieme le diverse fasi lavorative. Ma Granarolo è anche sviluppo sostenibile, che qui riassumiamo come l’impegno, condiviso con i suoi partner di filiera, ad ottenere i massimi risultati in termini di qualità del lavoro, in armonia con l’ambiente nel quale si produce. Ciò si traduce in risultati concreti, come essere la 12° azienda che gode la più alta reputazione in Italia secondo un’indagine del 2006. Il business del gruppo si basa su 4 aree principali: latte e panna, yogurt, caseari e diversificazione (che comprende gastronomia industriale, uova e dessert). Il latte Granarolo rappresenta ancor oggi l’attività chiave di Granarolo, anche se l'acquisizione del gruppo Yomo (comprendente anche il marchio Pettinicchio) il peso dell’area yogurt e caseari ha cominciato a sviluppare maggior business. La linea Accadì, per esempio, è stata pensata per quanti hanno difficoltà a digerire il lattosio. A basso contenuto di grassi invece si presenta la linea “Piacere leggero”, con latte, panna, burro e formaggio buoni ma salutari. Oltre al latte, divenuto oramai tra i più apprezzati del mercato italiano, un altro prodotto a marchio Granarolo che ha ottenuto parecchi consensi è il burro, dall’aroma di crema di latte e così buono anche da spalmare. La linea “Bio” si differenzia per la derivazione del latte e uova da allevamenti biologici, mentre con Yomo e Pettinicchio, come abbiamo già ricordato, ha esteso la linea a mozzarella (anche di bufala), scamorza, ricotta e fiordilatte, e yogurt, venduto in diverse varianti, per accontentare diversi segmenti del mercato. Il “Mondo Granarolo” rappresenta invece l’attenzione dell’azienda nei confronti della salute e della corretta alimentazione in termini di attività sociali: sul sito infatti si trovano informazioni utili su ricette salutari, corretta alimentazione, azioni sociali a scopo benefico e filantropo. Un “Mondo” di buone ragioni in più per scegliere Granarolo.
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