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Garofalo: da Gragnano la pasta migliore del mondo

La pasta di Gragnano è sicuramente una della paste alimentari più famose del mondo. Un metodo di lavorazione e una passione per la pasta da 500 anni, che continua ad evolversi nel tentativo di rimanere sempre uguale. Fatta da grandi mangiatori prima, e assaggiatori poi, di pasta, quella Garofalo è una pasta che, al tatto e al gusto, dà l’idea di essere speciale. Nata in un posto che ha visto le più grandi svolte tecnologiche e il maggior consumo, la pasta Garofalo segue e detta la tradizione pastificia locale. Dall’amore per la pasta, una pasta che suscita amore per la cucina italiana.

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E’ difficile stabilire come sia possibile che l’incontro tra acqua e semola abbia dato vita al piatto preferito dagli italiani, di così semplice intuizione e così sofisticato al tempo stesso: la pasta. Certo è che l’Italia è il maggiore produttore al mondo, e anche il maggior consumatore. In realtà, sebbene sia apprezzata e gradita in tutti gli angoli della terra, da noi più che una pietanza, la pasta rappresenta un vero e proprio culto, un modo di stare insieme, un momento intimo familiare. Un tempo è stato anche cibo salvavita. Se oggi, infatti, è il cibo comodo che subito cuoce e permette di rimediare all’avarizia del frigo, nel Settecento, specialmente durante la carestia nel regno Borbonico, divenne il piatto che proprio grazie all’economicità e praticità salvò la vita ai popolani e alle classi sociali meno abbienti. Favorito dall’invenzione del torchio meccanico, che permetteva di pressare l’acqua con la semola di grano duro mediante trafile, evitando di doverlo fare coi piedi. Inoltre, la proprietà di non deteriorarsi, essendo secca, favorì ulteriormente il suo utilizzo proprio perché la si poteva accantonare e tenere come “riserva”. La pasta ha un origine ancora incerta, visto che cinesi, arabi e italiani se ne contendono la paternità. Quello che è certo è che il termine “mangiamaccheroni” è stato coniato per gli abitanti del regno di Napoli proprio durante il Settecento. E nel mezzogiorno che ha avuto le svolte più importanti della sua evoluzione. Come si legge dalle pagine descrittive della pasta sul sito della pasta Garofalo, fu un ingegnere di Ferdiando I ad inventare “l’uomo di bronzo”, un metodo rivoluzionario per amalgamare la pasta evitando l’intervento umano, o la gramola a coltelli, che diedero a Gragnano, e in tutto il napoletano, l’input per la creazione dei primi stabilimenti di pasta, che qui, in provincia di Napoli, acquisirono una dimensione industriale. Continuando a leggere dal sito:” Gragnano, coi suoi Mulini e con le sue sorgenti di acqua dalle composizioni minerali perfette per realizzare l’impasto, con la sua leggendaria tradizione artigiana e quasi mistica legata alla produzione di pasta, con le sue strade in cui si camminava a fianco della pasta lunga lasciata ad essiccare, e i suoi tetti assolati in cui essiccava la pasta corta, divenne, celebrata da scrittori, poeti e storici, la “patria della pasta”. Ricostruita nella prima metà dell’’800 secondo la direzione del vento, accorgimento che la trasformò in una Città Essicatoio disegnata e vissuta in simbiosi con la pasta e morfologicamente ideale per lo sviluppo dei pastifici, Gragnano ha visto cambiare il suo territorio e le sue abitudini in base alle evoluzioni della produzione di pasta”. Il Pastificio Garofalo nasce nel 1798 per Decreto Regio, quando il dottor Garofalo ottenne la concessione per produrre e commerciare pasta di ottima fattura. Nel Ventennio, a continuazione della tradizione, la pasta Garofalo divenne una qualità per anotonomasia, tanto che veniva citata una “pasta di alta qualità tipo Garofalo”. L’impegno di quest azienda sta tutto nel cercare di produrre la pasta mettendosi dal punto di vista di chi la compra: ricercando la qualità attraverso l’esigenza, il confronto con gli altri, e anche facendone esperienza come chi la compra, ovvero toccandola, gustandola, cuocendola. A questo si aggiunge l’efficienza tecnologica e il rispetto delle tradizione della pasta fatta a Gragnano, ancora oggi riconosciuta la migliore del mondo. Il pastificio Garofalo è stato anche il primo ad ottenere la certificazione Iso9001. Anche la scelta, dal 2002 in poi, di vendere la pasta in un packaging tutto trasparente vuole assumere una identità precisa: la trasparenza dell’azienda verso i suoi consumatori, mostrando ciò che gli altri tendono a nascondere: le imperfezioni della pasta e dei microframmenti ai suoi lati. “Noi la pasta la sappiamo mangiare”: con questo slogan si può riassumere la filosofia del pastificio Garofalo. Il continuo mettersi in discussione pura sapendo di aver raggiunto oramai un grado di soddisfazione del mercato di primissimo livello. E’ per questo che oggi Garofalo considera la sua pasta, nelle sue varianti, non un’unica pasta dai tipici formati, ma più paste diverse. Ecco perché ne viene controllata separatamente la produzione, dalla scelta delle semole all’impacchettamento, tipici e diversi se si tratta di ziti o di paccheri. Le linee di pasta sono 5: oltre a quelle lunga e corta, sono prodotte anche quella integrale, la pastina e le specialità, gustosi formati che si accompagnano perfettamente con celebri piatti italiani tipici a base di pasta. Per ogni formato c’è una simpatica scheda che ne approfondisce l’origine o illustra curiosità collegate. La linea dedicata ai bambini, “La Giostra” è invece una simpatica invenzione Garofalo dedicata ai più piccini, che meritano una pasta senza età e verso i quali cucinare deve essere un atto d’amore. Sul sito è presente una sezione per lo shopping (è il caso di dirlo per la pasta garofalo) online: oltre ai formati di pasta già citati, si possono sperimentare il cous cous, le delizie di “Onesta Cucina”, un cartone di prodotti tipici Doc, valigette e scatole assaggio, una composizione di formati scelti dalla casa per favorire la conoscenza dei loro prodotti. Anche la linea “sughi e preparati per minestre”  può essere un simpatico modo per conoscere Garofalo preparando un primo completo coi suoi prodotti.

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