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Cantine Aperte: a casa del vino

Il Movimento del Turismo del Vino, attivo sin dal 1993, si propone di promuovere e sviluppare il turismo del vino aprendo le proprie porte agli appassionati, cultori e amanti del vino. Degustazioni, visite in cantina, passeggiate tra i vigneti, ma anche consigli, apprendimento e svago: questi gli ingredienti che hanno reso questa festa l'appuntamento enogastronomico per amatori più importante d'Italia. 

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Cantine Aperte è la manifestazione dedicata al vino organizzata dal Movimento Turismo del Vino sin dal 1993. L'obiettivo è quello di creare maggior interesse nei confronti del settore enologico puntando sulla conoscenza diretta del mondo enologico. Sfruttando il binomio "turismo e vino" e il costante interesse dimostrato dagli appassionati in generale, e dai giovani in particolare, il Movimento Turismo Vino si propone un doppio scopo: da una parte accogliere le persone, in veste di turista, all'interno delle cantine, aziende vinicole, agriturismi e fattorie per conoscere e verificare da vicino i processi di lavorazione che ruotano attorno al ciclo di vita del vino dalla vigna alla vendita; dall'altra parte si propone come fonte d'informazione tra le aziende attive nel settore sul come si possa riuscire a fare "impresa", sviluppare business, crescere il prorpio mercato mediante uno sviluppo sostenibile, in acordo con l'ambiente circostante, magari migliorando il rapporto col territorio e la poplazione che lo abita. Cantine Aperte, pertanto può essere considerato anche un modo per aumentare la visibilità della propria cantina, enoteca o attività. Ad esempio, il tema dell'edizione "Cantine Aperte 2009" è stato prorpio quello dell'accoglienza e della disponibilità dei produttori vitivinicoli, peraltro accompagnata da un enorme successo di pubblico. Sono circa 4 i milioni di persone che, calice e coppe in mano, hanno visitato le attività (circa 1000) associate col Movimento del Vino, di cui una buona maggioranza di giovani in comitiva. Segno che conferma che il vino è la principale alternativa all'acqua in Italia e che è un'abitudine salutare che trasforma i curiosi in appassionati. Decine la manifestazioni quindi in tutta Italia: ogni regione, e molte province, aderisce significativamente anche perchè conciliare turismo e vino sta diventando un business non solo per i piccoli/medi produttori, ma gli stessi organi istituzionali sperimentano un considerevole turismo intra (ed inter)regionale. I turisti che fanno visita ai produttori hanno la possibilità di scambiare pareri e consigli, apprendere i processi e tecniche enologiche. Si possono vedere botti, barricaie e visitare grotte d'affinamento, ma anche passeggiare per vigneti, vedere simulazioni di raccolta e vendemmia. Molte più aziende, poi, come anche i comuni e gli entri provinciali, organizzano attività ludiche collaterali come mostre, concerti ed eventi. C'è anche chi si è attrezzato per accogliere i bambini con animatori che li intrattengono mentre i genitori visitano l'azienda. Cantine Aperte, naturalmente, è uno stimolo al turismo del vino, che offre una possibilità di visibilità soprattuto al piccolo imprenditore: non vi sarà possibile entrare nei vigneti di grossi produttori, i maggiori possessori di quote di mercato del vino. Questi chiaramente hanno una notoretà per cui una manifetsazione del genere, pur di così pregio e successo, nulla potrà aggiungere alla loro fama. Nonostante ciò, questa forma di turismo enogastronomico  conserva intatto tutto il suo fascino e, forse proprio per questa "violazione" dei segreti fino a ieri inconfessabili dei produttori di vino, può rappresentare una fetta di mercato sempre più consistente nell'ambito del turismo in italia.

 

 

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