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Aceto Balsamico di Modena
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Dalla fermentazione e l'invecchiamento del mosto e del vino cotto nasce l'Aceto Balsamico di Modena IGP, prodotto tipico delle terre di Modena e Reggio Emilia, che già dai tempi di Giulio Cesare era conosciuto per le sue proprietà.
Prima di tutto va distinto l'Aceto Balsamico di Modena dall'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, il primo infatti si differenzia dal secondo per la differenza dei sistemi di produzione, stagionatura e concentrazione di mosto utilizzata. L'Aceto Balsamico di Modena è quello che si trova piu di frequente sulle nostre tavole, e da alcuni produttori viene contraddistinto da una, due, tre o quattro foglie di vite in base alle caratteristiche e alla densità. ACETO BALSAMICO DI MODENA: STORIA
Già in tempi antichi si hanno le prime documentazioni della presenza dell'Aceto Balsamico di Modena, Virgilio nelle Georgiche descrive come si usasse cuocere il mosto, Apicio documenta l'uso di questo mosto cotto per preparare i cibi e di Giulio Cesare quando l'aceto veniva usato come medicamento disinfettante dell'apparato digerente durante le campagne galliche. Altre tracce scritte si trovano nel Medioevo, quando l'Abate Donizone scrisse nella sua "Vita Mathildis" di una botticella di aceto balsamico regalata nel 1046 dal Marchese di Bonifacio di Canossa all'imperatore Enrico II.
Successivamente nel 1556 la Corte Ducale Estense di Ferrara e Modena fece una scrupolosa classificazione delle tipologie di Balsamico e delle varie possibilità d'uso, e proprio a quei tempi l'aceto balsamico di Modena veniva lasciato in dote insieme alla biancheria più preziosa.
La svolta epocale nella storia dell'Aceto Balsamico di Modena è la lettera dell'Avv. Grancesco Aggazzotti all'amico Pio Fabriani, nella quale l'avvocato descrive dettagliatamente la procedura della produzione dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, a tutt'oggi il breviario per eccellenza sulla gestione delle acetaie. La commercializzazione vera e propria come la conosciamo oggi dell'Aceto Balsamico di Modena inizia nel 1912 con la Monari Federzoni, ancora leader nella produzione del prezioso condimento.
ACETO BALSAMICO DI MODENA: IGP
Il 10 giugno del 2009, a quasi cento anni dall'inizio della commercializzazione, il Comitato Dop e IGP dell'unione Europea ha finalmente concesso la preziosa denominazione all'Aceto Balsamico di Modena. Questo titolo premia soprattutto quei produttori che hanno sempre privilegiato la qualità e l'autenticità dei prodotti. Il termine indicazione geografica protetta è sinonimo di un marchio d'origine attribuito a prodotti, che siano agricoli o alimentari, per i quali la qualità, le caratteristiche e l'unicità sono date esclusivamente dal territorio.
ACETO BALSAMICO DI MODENA: MONARI FEDERZONI
Il primato nel mondo dell'Aceto Balsamico di Modena ce l'ha sicuramente la Monari Federzoni non solo per essere stata la prima azienda nella commercializzazione ma anche per la qualità dei prodotti e per il continuo impegno. Da 100 anni e per ben 4 generazioni la Monari Federzoni ha portato avanti una missione con cura e impegno e, proprio per questo, l'azienda è conosciuta e stimata in oltre 50 paesi nel mondo. Tra gli ultimi nati in casa Monari Federzoni vi sengaliamo il Castagna invecchiato, l'Aceto Balsamico di Modena IGP più prestigioso della gamma, invecchiato per tre anni in barrique di legno pregiato. Un prodotto molto denso e ricco di fragranze e di complessità aromatiche. E' consigliato su piatti caldi particolarmente elaborati o per dare un tocco di raffinatezza ad ogni tipo di frutta.
Per saperne di più o acquistare il vostro Aceto Balsamico potete consultare il nostro elenco di aziende di Aceto Balsamico di Modena.
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